Cavalieri Templari nel Terzo Millennio


Cavalieri Templari nel Terzo Millennio

Chi siamo?

La nostra motivazione

Il nostro lavoro è la nostra forza, la ragione per la quale apriamo gli occhi e non vediamo l'ora di iniziare a fare ciò che amiamo, è ciò che ci spinge a ottenere sempre di più da ogni nuova sfida. Unire Ordini, Associazioni, Confraternite  e similari...per ripercorre e continuare la strada e le volontà dei nostri Fratelli Tempalri passati ...che hanno donato la vita per il combattimento della fede cristiana e difendere i pellegrini da ogni insidia... tutti uniti nel terzo millennio desideriamo con grande UMILTA' ...ritornare ai valori veri, intrinsechi dei nostri Fratelli Templari... Vivere oggi in una grande fratellanza  vera reale e trasparente, senza diatribe di differenze di appartenenze, perchè quasi nessuno puo reclamare il diritto di apparteneza.
La Voce che chiama, l'amore incontaminato puro di fare un cammino tutti insieme, alla conquista dei nostri valori storici e cristiani.  

Cavalieri Templari nel Terzo Millennio

Ogni persona ha la propria storia da raccontare e la nostra è stata tutto fuorché banale. Soprattutto agli inizi del nostro percorso abbiamo affrontato tanti ostacoli, tuttavia c'è sempre stata una costante: il desiderio di perfezionare le nostre competenze e di acquisire quelle abilità che avrebbero fatto diventare le nostre Associazioni, i nostri nordini le nostre confraternite, sinonimo di esperienza e professionalità nel nostro campo. Questo desiderio di imparare non è mai svanito e, ancora oggi, davanti a ogni nuova sfida, ci sforziamo di affinare le nostre strategie. Quindi eccoci per un solo scopo da raggiungere, il ritorno alle origini Tempalri Storiche e Medioevale...
tutto ciò e in simbiosi e gemellato con una riconosciuta Imperiale Casa Antinolfi VIII, che ci allieta del supporto di condividere la partenza dell'iniziativa, di cui sono elevato a Principe Di Turnaca una delle 198 Province dell'Impero Medioevale Russo ...

L’Imperiale Casa Medievale Antinolfi ha comunicato che a seguito delle molteplici vicende giudiziarie che hanno visto protagonista il Principe Don Mauro Antinolfi VIII°, in data 19 settembre 2019 ha avuto luogo la presentazione ufficiale e legittima dell’Imperiale Casa Medievale Antinolfi VIII° di Kamchadal e Transnistria e delle 198 Province dell’Impero Medievale Russo e di tutti i titoli nobiliari del Suo Principe Don. Mauro Antinolfi VIII°

la Sentenza del Tribunale ha definitivamente legittimato e riconosciuto in Italia e nei 156 paesi facenti capo alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958, entrata in vigore il 7 giugno 1959 e ratificato dal Parlamento italiano con la legge n. 62 del 19 gennaio 1968 (con efficacia stabilita a partire dal 1º maggio 1969), tutti i titoli Nobiliari del Principe Don Mauro Antinolfi VIII° e gli Ordini Cavallereschi Dinastici detti di Collana non nazionali della Casa . Tutti i titoli del Principe Don Mauro Antinolfi VIII° sono muniti di Fons Honorum. ereditaria in linea sia maschile che femminile di primogenitura all'infinito, con trattamento di Altezza Serenissima e Don. e trattamento, diritti e prerogative: Sua Maestà Imperiale e Reale (S.M.I.R.), Altezza Reale e Imperiale (S.A.R.I.), Altezza Serenissima S.A.S., Eccellentissimo, Don e Dom; la dignità di Gran Difensore della Cristianità. Il diritto di qualificarsi Capo di nome e d’Arme della Reale e Imperiale Casa Medievale Antinolfi VIII di Kamchadal e Transnistrai e delle 198 Province dell’Impero Medievale Russo; tutte le qualifiche, trattamenti gli spettano per diritto ereditario con il diritto e facoltà di usare gli stemmi; le prerogative sovrane connesse allo jus imperii, jus gladii, jus maiestatis e jus honorum, con facoltà di conferire titoli nobiliari, con o senza predicato, stemmi gentilizi, titoli onorifici e cavallereschi relativi agli ordini equestri dinastici, nonché di creare nuovi ordini; la prerogativa sovrana di cedere, a cittadini maggiorenni di sesso maschile o femminile, titoli nobiliari della propria Casato, con l’attribuzione del diritto di cognomizzare i predicati di detti titoli, nei modi e nei termini stabiliti dalle norme sul nome; le qualità di soggetto materiale e di diritto pubblico internazionale (Capo di Stato, pleno jure) e di Gran Maestro degli ordini dinastico - familiari ergo non nazionali ai fini della legge 3 marzo 1951 n. 178. Va inoltre precisato che la casa è anche riconosciuta da altre tre sentenze indirette dei Tribunali Internazionali di Bari e Firenze .
Quindi con il grande auspicio di realizzare una grande unione di Cavalieri e Dame Tempalri uniti nel Terzo Millennio .

   

 Quello dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis ("Poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"), meglio noti come cavalieri templari o semplicemente templari, fu uno dei primi[N 1] e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali.

La nascita dell'ordine si colloca nella Terrasanta al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096. In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini, nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1118-1119 un gruppo di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'ordine templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme. L'ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l'ordine templare negli anni della sua maturità, suscitò naturalmente perplessità in ambito cristiano.[1]

L'ordine templare si dedicò nel corso del tempo anche ad attività agricole, creando un grande sistema produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell'epoca. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza, l'ordine si inimicò il re di Francia Filippo il Bello e andò incontro, attraverso un drammatico processo iniziato nel 1307, alla dissoluzione definitiva nel 1312, a seguito della bolla Vox in excelso di papa Clemente V che sospese l'ordine in via amministrativa. Le recenti ricerche storiche hanno rivelato in maniera inequivocabile che il papa Clemente V in realtà così facendo decise di non decidere: non voleva creare un nuovo scisma con la corona francese (come minacciato da Filippo il Bello) così, per evitarlo, sospese l'ordine del Tempio senza condannarlo.
 

Una volta conquistata Gerusalemme molti crociati, considerato concluso il loro obbligo di pellegrinaggio, fecero ritorno in patria mentre a coloro che decisero di rimanere in Terrasanta si presentò fin da subito il problema di come difendere i luoghi santi e come assicurare la protezione alle migliaia di pellegrini che giungevano da tutta Europa.[10] Per far fronte a ciò nacquero dei gruppi spontanei di cavalieri che fecero voto di essere crociati permanenti, di fare vita comune e di spendere le proprie energie per difendere i luoghi santi conquistati.[11] Da questi primi gruppi nacquero così diversi ordini religiosi che si prefissero l'obiettivo di garantire l'incolumità dei devoti; il primo fu l'Ordine dei canonici del santo Sepolcro, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione. Subito dopo vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell'Ospedale e quello del Tempio, che, secondo teorie non da tutti accettate, risalirebbe agli anni 1119-1120.[12]

Hugues de Payns, futuro fondatore e primo maestro dell'Ordine del Tempio, venne per la prima volta in Terrasanta nel 1104 per accompagnare il conte Hugues de Champagne, quindi in pellegrinaggio.[13] Ritornato nel 1107, decise di stabilirsi nel 1114, e insieme al compagno d'armi Goffredo di Saint-Omer e ad alcuni altri cavalieri, organizzò il nucleo originario dell'ordine templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare la città santa.[14]
Tra il 1118 e il 1120 i Cavalieri ricevettero i riconoscimenti e i favori dei primi re di Gerusalemme, fra i quali l'assegnazione dei locali presso la moschea al-Aqsa da parte di Baldovino II, come racconta Giacomo di Vitry nella sua Historia orientalis seu Hierosolymitana, e le prime donazioni in terre e di denaro. La moschea al-Aqsa sorgeva (e sorge tuttora), insieme alla vicina Cupola della Roccia, nell'area ove era stato costruito il Tempio di Gerusalemme, e in ciò i Cavalieri vennero chiamati milites Templi o Templarii come era consuetudine per i gruppi di monaci che assumevano il nome dal luogo ove si stabilivano anche se loro usavano chiamarsi pauperes milites Christi.[15][16] I cavalieri oltre povertà, castità e obbedienza tipici della tradizione monastica, formulavano anche il voto della lotta contro gli infedeli. La penuria di documenti dell'epoca rende complicata l'esatta ricostruzione dei primi anni dell'Ordine del Tempio ma la nascita formale delle fraternità viene solitamente collocata al 23 gennaio del 1120 in occasione di un concilio tenutosi a Nabalus in Samaria.[17 
 

Solo a partire dal 1125 l'ambiente religioso europeo e i governanti di Gerusalemme si resero conto della loro potenzialità bellica, tanto che numerosi uomini, tra cui il conte Ugo I di Champagne, e addirittura donne accorsero in Terrasanta per combattere tra le fila dei Cavalieri. Tra il 1127 e il 1129 il Maestro Hugues de Payns si recò sul continente europeo per raccogliere adesioni, donazioni, denaro a sostegno della loro causa. Uno dei problemi che affliggeva l'iniziativa dei Cavalieri era conciliare la lotta armata e la dottrina della Chiesa che predicava tutt'altro.[20][21] Infatti, a quel tempo e soprattutto a seguito della riforma dell'XI secolo che aveva portato ad una sostanziale moralizzazione della chiesa, la cavalleria e le attività d'armi erano considerate illecite per il clero.[22]

Il Maestro Hugues trovò il sostegno di cui aveva bisogno in una delle personalità più in vista e autorevoli della chiesa: il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle. Il grande teologo teorizzò il "malicidio" per giustificare le attività degli ordini dei monaci guerrieri e si offrì di contribuire alla prima stesura della prima regola dei templari oltre che a intervenire a loro favore nel De laude novae militae, un trattato in cui loda la "nuova cavalleria" nel 1128.[23] Bernardo disse:

«In verità, i cavalieri di Cristo combattono le battaglie del loro signore senza correre rischi, senza in alcun modo sentire di aver peccato nell'uccidere il nemico non temendo il pericolo della loro stessa morte visto che sia il dare la morte, sia il morire quando sono fatti in nome di Cristo non sono per nulla atti criminosi ma addirittura meritano una gloriosa ricompensa. Per questo motivo dunque: per Cristo! Quindi Cristo si persegue. [---] egli è lo strumento di Dio per la punizione dei malfattori e per la difesa dei giusti. Invero, quando egli uccide un malfattore, non commette omicidio, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato da Cristo contro i malvagi.[24]»